IL DECALOGO DEL BUON POLITICO

“C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune”.

Il
Decalogo del buon politico:
1. È prima regola dell'attività politica essere sincero e onesto. Prometti poco e realizza quel che hai promesso.
2. Se ami troppo il denaro, non fare attività politica.
3. Rifiuta ogni proposta che tenda all'inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico.
4. Non ti circondare di adulatori. L'adulazione fa male all'anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà.
5. Non pensare di essere l'uomo indispensabile, perché da quel momento farai molti errori.
6. È più facile dal No arrivare al Si che dal Sì retrocedere al No. Spesso il No è più utile del Sì.
7. La pazienza dell'uomo politico deve imitare la pazienza che Dio ha con gli uomini. Non disperare mai.
8. Dei tuoi collaboratori al governo fai, se possibile, degli amici, mai dei favoriti.
9. Non disdegnare il parere delle donne che si interessano alla politica. Esse vedono le cose da punti di vista concreti, che possono sfuggire agli uomini.
10. Fare ogni sera l'esame di coscienza è buona abitudine anche per l'uomo politico.

Don Luigi Sturzo
 

Questo brano è tratto da un articolo di Luigi Sturzo pubblicato sul quotidiano “POPOLO E LIBERTA’” il NOVEMBRE 1948

"Sotto un punto di vista generale, per un cattolico tutto è e deve essere cristiano: la vita individuale, la famiglia, l'attività economica, la concezione filosofica, la creazione artistica, l'arte politica, sì da non esservi nessun angolo del proprio essere che non sia impregnato di cristianesimo. Pertanto, la specifica denominazione di cristiano messa a democratico o afferma una concezione di vita del cristiano o non ha significato. Peggio, quel democristiano può degenerare in demicristiano, in quanto una politica sporca infetta la fede e la pratica cristiana del soggetto infedele al suo ideale di vita" (Don Luigi Sturzo)
 

PRIMA PROGRAMMI E PROGETTI PER LA CITTA' POI CANDIDATURE

PRIMA  PROGRAMMI E PROGETTI PER LA CITTA' POI CANDIDATURE - PAOLO VOLTAGGIO
Intervista a Paolo Voltaggio, Presidente dell'Associazione IDENTITA' CRISTIANA (www.identitacristiana.it)

Da più parti si propongono nomi e figure imprenditoriali da candidare nell'Udc per le prossime elezioni comunali, anche per il ruolo di sindaco. Qual è il suo pensiero?»

«È ormai evidente che siamo in piena bagarre elettorale a livello nazionale e comunale. Occorre un grosso sforzo per recuperare alla politica la grande schiera dell'astensionismo e dei delusi. Il lancio di candidature e alleanze non preceduto da una convergenza su programmi e progetti di sviluppo deIla città rischia di far perdere credibilità allo sforzo di tutti coloro che dal 2008 hanno fatto convergere preferenze e interesse verso la sfida al bipolarismo ed alla inutilità del voto ad un partito alternativo alla destra ed alla sinistra».

«Dopo Todi, quali prospettive si aprono per il mondo cattolico all'interno dell'Udc?»

«L'incontro di Todi ha evidenziato un sempre maggiore interesse del mondo cattolico, fino adesso limitatosi a delegare la propria rappresentanza a esponenti che potessero tutelare i loro valori, ad impegnarsi direttamente nell'agone politico. In questa prospettiva non va sottovalutato il grave disagio dei cattolici italiani verso questo sistema politico e i principali partiti così come è emerso anche nei sondaggi. Le forze che vorranno porsi come interlocutore privilegiato per il fermento in corso nell'area cattolica dovranno dimostrare onestà e credibilità nel rapportarsi con quella parte dell'associazionismo e delle aggregazioni cattoliche che stanno attivandosi per un significativo e fattivo impegno in politica. Senza una reale apertura nei confronti dell'associazionismo e del mondo cattolico, non come mero 'silos elettorale', senza la valorizzazione della meritocrazia e senza la formazione di una classe dirigente radicata sul territorio e non cooptata sarà assai difficile aumentare o conservare i consensi.


«L'UDC è in grado di porsi come interlocutore privilegiato di tale fermento?»

 

Solo con l'avvio di una nuova fase l'Udc potrà porsi come alternativa all'attuale corto circuito della politica ed alla caduta di credibilità dei partiti nei confronti della gente sempre più stufa dell'attuale stato di autoconservazione dei partiti. Un partito aperto a chi vuole riprendere a 'fare buona politicà deve fondarsi su una politica posta realmente al servizio del bene comune piuttosto che agli interessi di pochi».

 

LE COMMISSIONI DOVE LAVORO

PATRIMONIO E POLITICHE ABITATIVE
Politiche del patrimonio – Politiche abitative – Indirizzi gestionali alla Società Risorse per Roma S.p.A. (limitatamente alle attività di valorizzazione patrimoniale e alienazioni).

URBANISTICA
Politiche della programmazione e della pianificazione del Territorio – Attuazione strumenti urbanistici – Condono edilizio – Indirizzi gestionali a Gemma S.p.A. (limitatamente alla parte dei servizi territoriali) – Politiche delle periferie.

POLITICHE SANITARIE
Politiche della salute - Indirizzi gestionali all'Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze

ROMA CAPITALE
Roma Capitale - Direzionalità - Accoglienza - Relazioni Internazionali - Rapporti Istituzionali

UNA CITTA' A MISURA DI FAMIGLIA

UNA CITTA' A MISURA DI FAMIGLIA - PAOLO VOLTAGGIO
Il Quoziente Familiare è finalmente realtà a Roma: introdotto dal Consiglio comunale il 7 ottobre 2010 con l’approvazione di una proposta di delibera a firma Udc, ora grazie a un emendamento alla delibera sulla tariffa rifiuti (collegata al bilancio 2011), sarà applicato alla Tia, facendo risparmiare alle famiglie romane 3 milioni di euro. In pratica, la tariffa sarà rimodulata, prevedendo uno sconto per i nuclei familiari di 4 componenti e per quelli di tre in cui vi sia un figlio con handicap (per le famiglie con più di 4 componenti è già previsto il massimo dello sconto permesso dalla normativa nazionale). La proposta non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio capitolino: la copertura economica infatti viene completamente assorbita dal maggior gettito derivante dall’attività di recupero dell’evasione.
Un risultato storico. Finalmente si passa dalle parole ai fatti, dando un segno tangibile alle famiglie romane, messe a dura prova dalla crisi economica e dall’aumento dell’addizionale Irpef, ad oggi la più alta d’Italia. Ci auguriamo che questa prima sperimentazione sia l’apripista per rivedere l’intero sistema delle tariffe comunali, considerando la reale consistenza dei nuclei familiari e non solo il reddito percepito”.
Abbiamo così dimostrato che anche dai banchi dell’opposizione si può contribuire con azioni concrete per il bene dei cittadini. Il Quoziente è un progetto che abbiamo molto a cuore e ci tenevamo che già da questo bilancio si mettesse in pratica una prima applicazione, per dare finalmente un’importante iniezione di fiducia e di speranza alle famiglie della Capitale.
La strada per l’applicazione del Quoziente a tutte le tariffe comunali è molto lunga, e noi vogliamo essere di stimolo e controllo perché questa sana rivoluzione sociale sia portata a termine. Siamo pronti a partecipare a un tavolo di concertazione che definisca il cosiddetto “fattore famiglia” da applicare per ridefinire l’intero sistema delle tariffe comunali.
 

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